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La diagnostica delle malattie delle arterie periferiche (vasi degli arti
inferiori e superiori), si basa sull'esame clinico che comprende in primis
un'accurata anamnesi con la valutazione dei sintomi lamentati dal
paziente e delle caratteristiche della deambulazione, in particolare l'autonomia
di marcia, ossia la lunghezza di un percorso in piano che un soggetto puo'
percorrere autonomamente, a passo tranquillo, prima della comparsa di sintomi.
In secondo luogo l'esame obiettivo consente di valutare la validita' dei
polsi periferici o la presenza di eventuali alterazioni degli stessi sia a
riposo che mediante test provocativi (per esempio test di Ratschow o test di
Allen). Sulla base di questi rilievi e' possibile considerare la necessita' ed
opportunita' di eseguire un approfondimento mediante controllo con
ecocolordoppler.
L'ecocolordoppler si e' imposto come la tecnica non invasiva principale per le
decisioni diagnostiche di routine dal momento che puo' fornire un dato molto
preciso sullo stato della circolazione in assenza di effetti collaterali ed in
modo assolutamente innocuo. L'esame e' quindi ripetibile nel tempo, consentendo
di poter controllare di volta in volta lo stato effettivo della situazione
circolatoria ed eventuali variazioni nel tempo.
Le principali indicazioni dell'ecocolordoppler sono la valutazione dell'arteriopatia
obliterante periferica , dell'aterosclerosi dilatativa e di tutte le patologie
che determinano stenosi od occlusione dei vasi (morbo di Buerger, vasculiti etc.).
E' inoltre utile eseguire il follow up dei pazienti che hanno affrontato
interventi di chirurgia vascolare (bypass, endoarteriectomia, fistola
emodialitica).
Vengono valutati in serie l'arteria iliaca esterna (1), l'arteria femorale
comune (2), l'arteria femorale superficiale (3), arteria femorale profonda (4),
arteria poplitea (5) e, nella gamba, l'arteria tibiale anteriore con il suo ramo
terminale arteria pedidia, l'arteria tibiale posteriore e la peroniera.
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